In questi ultimi mesi sto realizzando molte pipe, sto lavorando per la Festa della Pipa di Cagli http://www.festadellapipa.com/ prevista per il 17-18 Maggio 2014 alla quale parteciperò per la prima volta come espositore.
Ho pensato che sia arrivato il momento di mettersi in gioco un po più seriamente, dopotutto gli apprezzamenti sono davvero molti e ciò non fa che aumentare la mia frenetica e instancabile voglia di pensare disegnare e realizzare pipe.
Vi presento alcune delle pipe realizzate ultimamente, la prima è una Aero-rhodesian molto short e quindi con una camera più piccola rispetto al solito. La finitura è simil tanschell con bocchino in cumberland rosso tagliato ovviamente a mano. La pipa è davvero molto leggera, ho notato, realizzandola, che la testa si presta bene ad un cannello molto corto e a flock, sopratutto nella versione calabash.
Questa pipa non è stata affatto semplice da realizzare, sia per la realizzazione del cannello in bamboo, sia per il fatto di riuscire a trovare il giusto bilanciamento dei pesi in modo che la pipa potesse stare in piedi da sola. La testa è leggermente sabbiata e lasciata al naturale in modo da vederne il progressivo imbrunimento, è stata la prima volta che l'ho utilizzato il bocchino in cumberland verde, è davvero un materiale splendido.
La pipa seguente è nata da un momento di estro creativo molto danish, la testa infatti è tipicamente danese, una free form sinuosa ed elegante, con inserto in ulivo e bocchino a flock in metacrilato nero. Ho dovuto sabbiare la pipa a causa di qualche piccolo difettino, ne è però uscito un bel crossgrain contrastato e deciso che ne esalta bene la forma piena e rotonda.
Questa pipa è stata realizzata partendo dal modello di una savinelli autograph vista in un vecchio catalogo. La pipa è stata realizzata completamente a mano su disco, la difficoltà di realizzazione è stata notevole ma l'esperienza mi ha fatto fare pratica, è stata una bella sfida. La finitura è liscia e naturale, il bocchino è in cumberland verde tagliato rigorosamente a mano, la pipa è bilanciata e molto originale, reinterpretare delle forme così interessanti è sempre un piacere.
Questa pipa l'ho realizzata in modo un po improvviso, mi ha fatto molto piacere realizzarla anche perché era per una buona causa. La pipa è una lovat leggermente canted, sabbiata rossa con bocchino in cumberland verde. La forma è elegante e pulita, il ring grain è molto regolare e ben centrato inoltre trovo si accompagni molto bene al verde scuro del cumberland.
Piccola riflessione...
Come ormai tutti possono notare il web è una finestra costantemente aperta sul mondo della pipa, personalmente seguo quotidianamente le novità dei negozi, leggo, studio e ammiro gli artigiani e le aziende che hanno fatto la storia della pipa, vengo a conoscenza dei nuovi artigiani emergenti, ascolto le necessità e i capricci dei fumatori e degli appassionati.
Tutto ciò non fa che suscitare continuamente in me un così grande numero di spunti e idee che difficilmente riesco a gestire, a valutare e classificare. Chi mi conosce bene sa che sono una delle persone più indecise sulla faccia della terra non tanto perché io non sappia ciò che sto facendo ma perché ho il maniacale bisogno che ogni cosa di mio interesse debba essere tecnicamente, esteticamente, funzionalmente ed emotivamente corretta e precisa.
A causa di tutto ciò mi capita spesso di saltare da precise convinzioni ad altre, completamente opposte, questo però è per me un processo indispensabile che mi serve a valutare in modo completo ogni aspetto del lavoro che vado a svolgere.
Nelle ultime settimane mi sono reso conto che mi sto sempre più dirigendo verso la realizzazione di shape classici, i nobili e rigorosi modelli inglesi attirano sempre di più la mia curiosità. Ammiro il loro enorme senso di completezza fondato sui principi di funzionalità, rigore tecnico, formale ed estetico, concetti che non stancano mai, non passano mai di moda e continuano ad affascinare ogni fumatore di pipa che riesce a coglierne il giusto valore.
Prossimamente potrete vederne i risultati!
lunedì 14 aprile 2014
venerdì 7 febbraio 2014
Nuovi shapes e nuove esperienze!
Negli ultimi tempi ho realizzato diverse pipe, anche molto diverse tra loro sia per lo shape che per il materiale. Con la pratica noto che mi sto velocizzando, sono riuscito finalmente ad ampliare un po la mia attrezzatura con un trapano a colonna ed una sega a nastro, ora potrò realizzare anche shape più estremi cosa che con il mio piccolo tornio prima non riuscivo a fare, tra un po di tempo spero di postare qualcosa di entusiasmante.
Le pipe che mostro di seguito sono state realizzate tra l'inizio di dicembre e la fine di gennaio.
Per cominciare vorrei mostrarvi una rhodesian dalla testa molto daneseggiante, con inserto in bosso (del mio giardino) e bocchino con innesto a flock in metacrilato. La testa si stringe molto fino a finire quasi a punta, nonostante questa rastrematura un po estrema sono riuscito a mantenere le pareti di uno spessore accettabile. La radica è molto bella, la pipa presenta una bella fiamma centrata che corre attorno a tutta la superficie. Credo anche sia la prima rhodesian che ho provato a realizzare, non è uno shape semplice da gestire, la svasatura superiore deve avere una certo angolo e un certo sviluppo, deve essere proporzionata all'altezza dell'intera testa altrimenti nel suo insieme non funziona e si fatica a identificarla come rhodesian.
La seconda pipa è uno shape che ho già realizzato e ho postato nel precedente post, si tratta di una billiard panel canted chimney questa volta però sabbiata. La pipa ha le stesse dimensioni della precedente, ha dei bei anelli di accrescimento verticali a dei bei occhietti di pernice sulle pareti laterali. Il bocchino è in cumberland, ho optato per una colorazione simil Thanshell ma più carica, per avere nell'insieme una colorazione piacevole.
Quando do una certa colorazione alla pipa penso sempre anche al dopo cioè al colore e all'imbrunimento che prenderà con il corso delle fumate e del tempo, in questo caso quindi trovo ancora più azzeccato l'accoppiamento tra cumberland e color "Tanshell".
Questa pipa è stata davvero una piacevole realizzazione, si tratta di una bent billiard Maigret la pipa del celebre commissario. La testa è realizzata in corbezzolo sabbiato, il bocchino in cumberland, anche in questo caso ho adottato l'accoppiata color Thanshell/color cumberland. La realizzazione è stata piacevole e studiata, per ottenere l'effetto chubby si devono mantenere delle misure precise, delle curve nette e decise, il corbezzolo essendo più morbido della radica si lavora in modo piacevole e meno faticoso è infatti adattissimo alla sabbiatura che ne demarca la venatura in modo preciso e marcato. Tenerla tra le mani è molto confortevole perché è piuttosto grande e ruvida, la vedo una pipa perfetta per i tabacchi naturali come... il Semois!
Le pipe che mostro di seguito sono state realizzate tra l'inizio di dicembre e la fine di gennaio.
Per cominciare vorrei mostrarvi una rhodesian dalla testa molto daneseggiante, con inserto in bosso (del mio giardino) e bocchino con innesto a flock in metacrilato. La testa si stringe molto fino a finire quasi a punta, nonostante questa rastrematura un po estrema sono riuscito a mantenere le pareti di uno spessore accettabile. La radica è molto bella, la pipa presenta una bella fiamma centrata che corre attorno a tutta la superficie. Credo anche sia la prima rhodesian che ho provato a realizzare, non è uno shape semplice da gestire, la svasatura superiore deve avere una certo angolo e un certo sviluppo, deve essere proporzionata all'altezza dell'intera testa altrimenti nel suo insieme non funziona e si fatica a identificarla come rhodesian.
Quando do una certa colorazione alla pipa penso sempre anche al dopo cioè al colore e all'imbrunimento che prenderà con il corso delle fumate e del tempo, in questo caso quindi trovo ancora più azzeccato l'accoppiamento tra cumberland e color "Tanshell".
La seguente pipa è stato un bell'esperimento, una poker molto Japanstyle con cannello in bosso e bocchino in metacrilato. Non avevo mai realizzato una poker dal fornello cilindrico prima d'ora, sembra facile da realizzare, inizialmente pensai: basta mettere il pezzo al tornio, tornire parte superiore ed inferiore dello stesso diametro e il gioco è fatto!... a dire la verità non è proprio così semplice perché una volta tornite la parte superiore ed inferiore si deve realizzare il raccordo cannello-testa ed è qui che arriva il bello. Questo punto è davvero delicatissimo, se si toglie solo un pochino di materiale di troppo l'occhio nell'insieme lo cogli all'istante, non devono esserci errori di nessun tipo, la verticalità e il parallelismo delle linee di questo shape lo vietano. Ho adottato una colorazione di contrasto color palissandro molto violacea, è intrigante e originale. La venatura è molto interessante, la fiamma è orizzontale e centrata sulla parte frontale e posteriore, gli occhi di pernice ai lati.
Ecco queste sono alcune delle pipe che ho realizzato recentemente, ne avrei altre da postare ma le inserirò nel blog tra qualche tempo, nel frattempo buone fumate a tutti!
giovedì 19 dicembre 2013
Nuova finitura e nuove pipe
Vorrei cominciare questo post ringraziando una persona molto particolare poiché è anche grazie a lui se ho potuto realizzare parte di quanto segue. Sto ringraziando l'artigiano Angelo Fassi (http://www.pipefassi.com/) che mi ha donato la sua vecchia sabbiatrice, sono stato davvero contentissimo di questo suo gesto e non finirò mai di ringraziarlo. Il mondo della pipa è bello anche per questo: ci sono persone fantastiche con la tua stessa passione, che condividono le tue stesse difficoltà, le tue stesse soddisfazioni, che si confrontano senza arroganza, che portano avanti con dedizione le proprie idee e se possono ti aiutano a fare un passo avanti per migliorarti, per questo sono onorato di far parte di questo mondo.
In questi due mesi ho realizzato diverse pipe, la prima è stata una Billiard Panel Chimney Canted in radica toscana e bocchino in Cumberland, è stata frutto di una precisa e studiata collaborazione con Giacomo Todesco ora possessore della suddetta. Realizzare questa pipa è stato un bell'esperimento perché di pipe del genere in giro non se ne vedono e realizzandola mi sono reso conto del perché. La difficoltà nel realizzare questo tipo di pipa è stato nel bilanciare le tre componenti che la contraddistinguono ovvero panel, chimney e canted cercando comunque di renderla proporzionata e visivamente bilanciata. La pipa è venuta davvero molto bene, ha già riscosso molti apprezzamenti quindi mi sento di dire che l'esperimento ha avuto successo.
La seconda pipa è stata una Billiard Brucianaso Canted in radica toscana e bocchino in ebanite, anche realizzare questa pipa è stata un bell'esercizio. Tecnicamente è uguale alle altre calabash che ho realizzato tranne che per l'inserimento di un anello in metacrilato tra cannello e inserto che ho aggiunto per rendere più sicuro l'innesto del bocchino. La pipa è piuttosto piccola, è molto leggera. Cannello e fornello hanno la stessa proporzione, è stato un gioco di volumi interessante e curioso, l'inserto è in corno di cervo io lo trovo bellissimo sembra avorio.
La terza pipa ma non meno importante delle prime due è stata la prima pipa che ho sabbiato personalmente, si tratta di una Tulip Bamboo in radica toscana, bamboo nero cinese e bocchino in metacrilato. Questa pipa è venuta da se non l'ho nemmeno disegnata, ha una linea molto elegante e naturale. La sabbiatura è venuta piuttosto bene, gli anelli di accrescimento risaltano vigorosi, disegnano la superficie in modo ruvido e un po disordinato. Ho adottato una colorazione rossastra color del vino poiché trovo si sposi perfettamente con il castano scuro del bamboo cinese. Una pipa da ricordare questa.
La quarta pipa è una Dublin Skater Canted in ulivo sabbiato con bocchino in cumberland. Questa è stata seconda pipa che ho sabbiato, l'ulivo in questa finitura è davvero bellissimo sia alla vista che al tatto. Trovo che le forme skater+dublin stiano benissimo insieme, le venature orizzontali tendono ad esaltare la forma alta e slanciata della testa, la pipa è leggera e ben bilanciata ottima per le EM corpose o per i Tabacchi Grigi.
La quinta e penultima pipa è una Liverpool Skater sabbiata in radica calabrese e bocchino in ebanite. Questa pipa mi ha fatto un po penare, è stata ricavata da un pezzo che stagionavo da più di due anni e mezzo, avevo intenzione di sabbiarla per via degli anelli di accrescimento orizzontali e ben visibili. Lavorando la pipa sono spuntati numerosi piccoli difetti sulla testa e sul cannello, la sabbiatura li ha nascosto un po ma ne ha un po spezzato il pregio. Da questa pipa ho imparato che da placche ben stagionate è molto difficile ricavare una bella sabbiatura marca e decisa, in questo caso infatti la sabbiatura è appena accennata seppur sia stata messa sotto per un ora. Nel complesso la pipa mi piace, ha una bella linea e con quel cannello dovrà fumare bello fresco e asciutto. Ha un fornello piuttosto capiente, io la vedo perfetta per tabacchi come Semois, Caporal o Saint Claude .
La terza pipa ma non meno importante delle prime due è stata la prima pipa che ho sabbiato personalmente, si tratta di una Tulip Bamboo in radica toscana, bamboo nero cinese e bocchino in metacrilato. Questa pipa è venuta da se non l'ho nemmeno disegnata, ha una linea molto elegante e naturale. La sabbiatura è venuta piuttosto bene, gli anelli di accrescimento risaltano vigorosi, disegnano la superficie in modo ruvido e un po disordinato. Ho adottato una colorazione rossastra color del vino poiché trovo si sposi perfettamente con il castano scuro del bamboo cinese. Una pipa da ricordare questa.
La quinta e penultima pipa è una Liverpool Skater sabbiata in radica calabrese e bocchino in ebanite. Questa pipa mi ha fatto un po penare, è stata ricavata da un pezzo che stagionavo da più di due anni e mezzo, avevo intenzione di sabbiarla per via degli anelli di accrescimento orizzontali e ben visibili. Lavorando la pipa sono spuntati numerosi piccoli difetti sulla testa e sul cannello, la sabbiatura li ha nascosto un po ma ne ha un po spezzato il pregio. Da questa pipa ho imparato che da placche ben stagionate è molto difficile ricavare una bella sabbiatura marca e decisa, in questo caso infatti la sabbiatura è appena accennata seppur sia stata messa sotto per un ora. Nel complesso la pipa mi piace, ha una bella linea e con quel cannello dovrà fumare bello fresco e asciutto. Ha un fornello piuttosto capiente, io la vedo perfetta per tabacchi come Semois, Caporal o Saint Claude .
La sesta e ultima pipa che vi presento è una favolosa Billiard Square Panel in radica toscana e bocchino in ebanite. Per realizzare una panel ci sono diversi modi, c'è chi parte dal tondo e poi squadra e chi come me parte da una forma squadrata e poi stonda gli spigoli. Il metodo che utilizzo trovo sia il più naturale ed efficace per ottenere una panel come si deve, crea delle tensioni che evidenziano meglio i volumi, la rendono visibilmente più equilibrata nelle proporzioni. Questa procedura è forse la più difficile e lenta da adottare ma penso valga la pena di utilizzarla perché le differenze si notano, è solo la quarta panel che realizzo ma gli apprezzamenti sono molti, credo di aver trovato il mio metodo per realizzare questo tipo di pipa ultimamente tanto amata. La pipa non presenta difetti o punti estranei, ho adottato una colorazione chiara con un contrasto molto leggero che vira leggermente al rosso-castano per far poi risaltare, con molte piacevoli fumate, il disegno della radica.
A breve altre creazioni e altri esperimenti!
domenica 20 ottobre 2013
Una pipa nostalgica
Quando faccio delle ricerche per prendere ispirazione e creare una nuova pipa mi capita spesso di ritrovarmi a curiosare tra i vecchi cataloghi delle grandi case storiche della pipa. Poco tempo fa rimasi assolutamente colpito nell'ammirare alcuni vecchi shape della Savinelli, un'azienda tutta italiana che produce e vende pipe dal lontano 1876, quando Achille Savinelli aprì il suo negozio di articoli per fumatori situato a Milano in Via Orefici.
Nonostante non condivida alcune recenti scelte commerciali e stilistiche dell'azienda, dettate forse più dal bisogno globale di vendere e non di offrire prodotti che rispondano alle vere esigenze del fumatore di pipa, devo e voglio ammettere che trovo alcuni dei vecchi shape di un eleganza e una classe davvero invidiabile, le forme sono semplici ma molto originali nella linea, proporzionate e davvero ben realizzate. Le più interessanti sono tutte forme classiche leggermente rivisitate con una nota davvero originale e bilanciata, sono tutte estremamente pulite e proporzionate, molto eleganti di gran classe. Non posso nascondere di rimpiangere la vecchia Savinelli, le linee e i modelli che ne hanno fatto la storia e il successo.
Nello spulciare i cataloghi Il mio sguardo si è soffermato in particolar modo nella 130 ks, è stato amore a prima vista, questa billiard chimney ha una classe, un eleganza assolutamente incontestabile, nobile, come si fa a non produrre più, se non per pochissime serie, uno shape così affascinante? Comunque già mi vedevo nel realizzarla con cura e precisione per poi accenderla con un buon tabacco d'oltralpe. A questo punto era deciso, lo shape di riferimento per realizzare una nuova pipa l'avevo trovato ma cosa cambiare in una pipa tanto perfetta?
Senza elencarvi tutte le mie pare mentali vi dico subito che ho deciso di mantenere lo shape esattamente com'era, avrei solo cambiato il finissaggio e il materiale.
Ho scelto il corbezzolo un'essenza molto più dolce della radica, questo materiale ha una fibra più irregolare e disordinata dell'erica arborea e si presta perfettamente per la sabbiatura che ne fa risaltare il disegno. Non avevo mai lavorato questo materiale, già in lavorazione se ne sentiva il caratteristico profumo dolciastro emanato dalla segatura. Ha una consistenza molto dura, forse anche più della radica di erica tuttavia si lavora in modo facile e piacevole.
Dopo aver realizzato un disegno della pipa in scala reale, con le misure di ogni particolare, ho riportato il profilo e le misure sul pezzo da lavorare, ho tornito prima il foro del fornello e la testa poi ho realizzato il foro d'innesto del bocchino. La forma del cannello e del bocchino le ho lavorate a mano su disco, è sempre molto difficile riuscire a realizzare un cannello dalla sezione ovale, tanto più con gli spigoli che corrono fino al collo del fornello, è un continuo susseguirsi di togliere, misurare e verificare se tutto corrisponde perfettamente insomma un lavoro lungo e da fare con estrema calma altrimenti si rischia di compromettere seriamente tutto il lavoro. Fatto ciò ho levigato la pipa con carte abrasive di varia grana per renderla il più liscia possibile e prepararla per la sabbiatura.
Non avendo ancora una sabbiatrice mi sono affidato al bravissimo artigiano Alessandro Lucca, un pipemaker di Thiene (VI) che ho conosciuto al fantastico Pipa Club di Vicenza che frequento ormai da un paio d'anni. Alessandro è stato gentilissimo e ha sabbiato la pipa in modo eccellente proprio come avrei voluto, una sabbiatura marcata e precisa che mette in perfetta evidenza la disordinata venatura del corbezzolo.
Per la colorazione ho adottato un giallo ocra, ho scelto questa colorazione perché fumando, nel tempo, si creerà un imbrunimento in contrasto con il colore di fondo, credo avrà un effetto piacevole saranno tutti colori che virano dal giallo, all'ocra per poi passare al marroncino.
La forma di questa pipa mi piace veramente un sacco, come ho già detto la trovo elegantissima è molto leggera e piacevole da tenere tra le mani. Sapevo dal primo momento che sarebbe entrata a far parte del mio parco pipe, fin da quando l'ho disegnata diciamo che è il mio autoregalo di laurea giusto per trovare una scusa credibile.
A presto nuove creazioni, buone fumate nostalgiche ;-)!
Ho scelto il corbezzolo un'essenza molto più dolce della radica, questo materiale ha una fibra più irregolare e disordinata dell'erica arborea e si presta perfettamente per la sabbiatura che ne fa risaltare il disegno. Non avevo mai lavorato questo materiale, già in lavorazione se ne sentiva il caratteristico profumo dolciastro emanato dalla segatura. Ha una consistenza molto dura, forse anche più della radica di erica tuttavia si lavora in modo facile e piacevole.
Dopo aver realizzato un disegno della pipa in scala reale, con le misure di ogni particolare, ho riportato il profilo e le misure sul pezzo da lavorare, ho tornito prima il foro del fornello e la testa poi ho realizzato il foro d'innesto del bocchino. La forma del cannello e del bocchino le ho lavorate a mano su disco, è sempre molto difficile riuscire a realizzare un cannello dalla sezione ovale, tanto più con gli spigoli che corrono fino al collo del fornello, è un continuo susseguirsi di togliere, misurare e verificare se tutto corrisponde perfettamente insomma un lavoro lungo e da fare con estrema calma altrimenti si rischia di compromettere seriamente tutto il lavoro. Fatto ciò ho levigato la pipa con carte abrasive di varia grana per renderla il più liscia possibile e prepararla per la sabbiatura.
Non avendo ancora una sabbiatrice mi sono affidato al bravissimo artigiano Alessandro Lucca, un pipemaker di Thiene (VI) che ho conosciuto al fantastico Pipa Club di Vicenza che frequento ormai da un paio d'anni. Alessandro è stato gentilissimo e ha sabbiato la pipa in modo eccellente proprio come avrei voluto, una sabbiatura marcata e precisa che mette in perfetta evidenza la disordinata venatura del corbezzolo.
Per la colorazione ho adottato un giallo ocra, ho scelto questa colorazione perché fumando, nel tempo, si creerà un imbrunimento in contrasto con il colore di fondo, credo avrà un effetto piacevole saranno tutti colori che virano dal giallo, all'ocra per poi passare al marroncino.
lunghezza: 14,5 cm
altezza testa: 5,5 cm
profondità fornello: 48 cm
diametro interno fornello: 19 mm
diametro esterno fornello: 3 cm
peso: 36 g
La forma di questa pipa mi piace veramente un sacco, come ho già detto la trovo elegantissima è molto leggera e piacevole da tenere tra le mani. Sapevo dal primo momento che sarebbe entrata a far parte del mio parco pipe, fin da quando l'ho disegnata diciamo che è il mio autoregalo di laurea giusto per trovare una scusa credibile.
A presto nuove creazioni, buone fumate nostalgiche ;-)!
giovedì 3 ottobre 2013
Nuove Calabash
Come avevo promesso, dopo essermi laureato, ho realizzato altre versioni della calabash inversa. Per ora ne ho finite un paio, una dritta e una curva, entrambe sono dotate della stessa meccanica della prima quindi con la camera che arriva fin sotto il fornello.
La calabash dritta è sostanzialmente una pear, per realizzarla ho utilizzato un pezzo di radica toscana con fiamma orientata orizzontalmente in modo da vedere gli occhietti ai lati, l'inserto è in olivo, il bocchino in metacrilato è stato tagliato a mano, questa volta l'ho rastremato dalla parte del lip per fare in modo che risulti più comodo se tenuto in bocca, anche esteticamente è più accattivante. Per la colorazione ho adottato un castano chiaro tendente al giallo, ho notato che con questo tipo di colorazione dopo molte fumate le venature della pipa risultano più contrastate e molto belle da vedere. Il cannello della pipa ha un diametro inferiore a quello del primo esperimento, ora la pipa risulta meno tozza e meno tubo.
La calabash curva è una specie di skater, anch'essa l'ho realizzata con un pezzo di radica toscana con fiamma orientata orizzontalmente, l'inserto è in olivo e il bocchino in metacrilato sempre tagliato a mano, questa volta però più lungo e leggermente più sottile.
Per la colorazione ho adottato un castano scuro, anche qui il diametro del cannello è leggermente più stretto ma la camera interna ha lo stesso diametro.
La pipa è davvero leggerissima, tra i denti pare nemmeno di averla, sarei curioso di capire come si comporta con la camera posta in diagonale cioè se la condensa si deposita su tutta la parete o solo sulle pareti del fondo.
La calabash dritta è sostanzialmente una pear, per realizzarla ho utilizzato un pezzo di radica toscana con fiamma orientata orizzontalmente in modo da vedere gli occhietti ai lati, l'inserto è in olivo, il bocchino in metacrilato è stato tagliato a mano, questa volta l'ho rastremato dalla parte del lip per fare in modo che risulti più comodo se tenuto in bocca, anche esteticamente è più accattivante. Per la colorazione ho adottato un castano chiaro tendente al giallo, ho notato che con questo tipo di colorazione dopo molte fumate le venature della pipa risultano più contrastate e molto belle da vedere. Il cannello della pipa ha un diametro inferiore a quello del primo esperimento, ora la pipa risulta meno tozza e meno tubo.
lunghezza: 12 cm
altezza testa: 4,8 cm
profondità fornello: 3,5 cm
diametro interno fornello: 19 mm
diametro esterno fornello: 4 cm
peso: 48 g
La calabash curva è una specie di skater, anch'essa l'ho realizzata con un pezzo di radica toscana con fiamma orientata orizzontalmente, l'inserto è in olivo e il bocchino in metacrilato sempre tagliato a mano, questa volta però più lungo e leggermente più sottile.
Per la colorazione ho adottato un castano scuro, anche qui il diametro del cannello è leggermente più stretto ma la camera interna ha lo stesso diametro.
La pipa è davvero leggerissima, tra i denti pare nemmeno di averla, sarei curioso di capire come si comporta con la camera posta in diagonale cioè se la condensa si deposita su tutta la parete o solo sulle pareti del fondo.
lunghezza: 13 cm
altezza testa: 6 cm
profondità fornello: 4 cm
diametro interno fornello: 19 mm
diametro esterno fornello: 3 cm
peso: 42 g
A breve una nuova pipa che riprende un particolare shape di una grande azienda italiana produttrice di pipe!
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